TAG:
Autore:



Facebook this

Martino with Carlo Mollino

Martino Gamper aveva cominciato a "giocare" con i maestri partendo da Giò Ponti, tanto per non dare nell'occhio diciamo, per poi ultimamente presentare questa collezione di mobili ricostruiti da una sedia smontata di Carlo Mollino.
Detta così, come sempre nei suoi lavori, sembra niente. Ma poi c'è in lui una fantasia, un tocco e una sapienza, che dona a queste ricostruzioni qualcosa in più di un ready made, facendole rinascere cariche di espressione, di stupore, di senso. In questa sua bulimia creativa incontinente le sue creature sono sempre tante, a variabili infinite, eppur sempre spiazzanti. Una declinazione quasi grammaticale in cui al variare di una lettera si rinnova tutto: ante, nate, tane. Aggiungi una lettera: tante, netta, tenta. Ne aggiungi 21: magia.
Ma non è solo il gioco del metodo, delle varianti, della costruzione e della ricerca. E' il piacere di vedere in ogni montato una nuova postura, una nuova mimica, un nuovo personaggio. Quello triste, il malinconico, ll fesso, il pesante, il buffo, l'innamorato, il saggio, il duro e l'aperto, la donna e l'uomo. Come un universo Disney in cui pochi tratti delineano un carattere umano, disinto e unico.
Se poi sotto c'è quella malinconia erotica e triste di un Mollino, finisce per diventare un gioco strano, perverso, come una vecchia signora di un Boudoir fumoso vestita da Minnie. Ma senza essere ridicola, o buffa, ma solo ancora una volta vivace e viva. 

 

 

Mostra:  Frieze Art Fair 2008, Salon 94 Gallery, New York in collabration with Nilufar Gallery, Milano
Fotografia: Angus Mills

 

Commenti

fabio*

(nota storica)
poltroncina disegnata da Mollino per il Dancing lutrario (danceHall) 1956-1960 con struttura in tubolare e rivestimento in resinflex. Realizzata dalla ditta Doro di Cuneo.
Saluti a tutti i pataddicted