Info

Pata Magazine è una rivista mensile online che affronta i temi del design e del'arte senza tralasciare discipline vicine quali la fotografia e l'architettura. I contenuti di ogni numero vengono pubblicati giorno per giorno attraverso un blog. In questo modo Pata cerca di coniugare la velocità e le potenzialità della tecnologià con la precisione e la cura dei tradizionali sistemi di comunicazione. 
L'idea che sta dietro tutto è indagare il mondo delle arti visive cercando i possibili intrecci il cui approccio eterodosso produca novità di linguaggio, di pensiero e di forma. 

 

CONTACT: info (at) patamagazine.com

 

 

ROBERTO MARONE

roberto(at)patamagazine.com  robertomarone.it

 

IGNAZIO LUCENTI

Ignazio(at)patamagazine.com
ignaziolucenti.it 

 

SANJA PUPOVAC

Sanja(at)patamagazine.com 

 

LUCA SPAGNOLO

Luca(at)patamagazine.com

 

 

 

THANKS TO: 

DALIA GREPPI, ANDREA AZZARELLO, MATTEO PIROLA, DEJANA PUPOVAC, FRANCESCA SILVA, ANNA BIAGETTI, MARTINA CANIPAROLI, MATTEO VIRRA, EMILIO SCARANO

NOTE

  • Pata è interamente costruito intorno a tecnologie gratuite e opensource quali Drupal e Mysql.
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  • Tutti i testi contenuti in questo sito sono di proprieta degli autori e protetti da licenza Creative Commons.
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    LE DUE DOMANDE DI SEMPRE

     

    PERCHÈ "PATA"?

    1. Perché è un nome abbastanza buffo, vivace e umile: tre tipi di sguardi che bisogna tentare di non perdere, soprattutto davanti alla stitichezza austera che oramai contraddistingue le arti visive. . 2.perchè ci piaceva il richiamo all'intuito colto ma non dogmatico della patafisica. E poi, perchè è un pò porno.

    PERCHÈ NON LO STAMPATE?

    Sebbene sia una cosa a cui abbiamo pensato spesso, altrettanto spesso ci facciamo la domanda contraria: perchè stamparlo?
    Il New York Times (che non è l'ultimo arrivato) abbandonerà la carta fra pochi anni (si parla del 2011) dichiarando che economicamente il sito è in attivo e macina milioni di visitatori, mentre la sua versione cartacea è oramai solo una macchina per macinare soldi (e alberi).
    Sostanzialmente speriamo che il pubblico che ancora oggi ritiene il web una realtà subordinata e secondaria alla carta (vecchi simpatici nostalgici) si ricreda presto.