Video pazzeschi, c'è poco da dire. Lui è un ragazzo di San Francisco, Robert Hodgin. Si è appassionato a un programma open source, processing, e ha cominciato una sua piccola avventura solitaria in una porzione di mondo che sta a metà fra la musica, l'arte, la grafica, il progetto, la tecnologia.
Non è molto chiaro il procedimento, da come lo racconta, ma spero di spiegarlo. In pratica lui prende la musica, la smembra e spacchetta in picchi significativi che stanno nella sua testa e da cui ricava una serie di numeri e logiche. Prende dei punti di quelle note, di quel ritmo, di quel tempo, e lo applica a superfici sferiche o simil sferiche, spacchettando la cosa su quella porzione di volume. Prende Mozart, o i Radiohead e li spalma su una palla.
Proprio ieri mi rammaricavo di non aver fatto in tempo a segnalare questa mostra quando oggi arriva la notizia di una proroga fino al 16 maggio. A cura di Mario Piazza, l'esposizione ripercorre il lavoro di Munari per il Club degli Editori. Munari ha progettato il marchio della "casa editrice" ed ha disegnato, di mese in mese, le copertine dei primi sei anni di vita di quest'esperienza editoriale. Un corpus di progetti, che di copertina in copertina, si trasforma in una sorta di personalissimo diario visivo, dove grafica e illustrazione svolgono il compito di presentare al meglio i contenuti dei romanzi, ma anche di rendicontare l'approccio dell'autore attraverso rimandi, riprese, riusi e re-invenzioni.
La mostra si tiene presso la Galleria AIAP, in via Ponchielli 3 a Milano. Per ulteriori informazioni: sito AIAP
Due donne, si alzano, vanno al mercato, scartano la prima
colazione e poi mangiano, distratte, guardando i primi resti del loro
pasto, poi siccome sono vittime dell'epoca moderna e pure hanno buon
gusto assecondano i loro spirito
Generalizzazione giornaliera: Il tema della felicità è un tema straniero. I tibetani e gli americani se ne occupano a tempo pieno. L'Italia (come la Francia) ama occuparsi di passioni e desideri, spesso quelli dolorosi e sofferti. La felicità gli sembra una cosa superficiale, e un po' da ignoranti. Il grafico austriaco Stefan Sagmeister parla a TED, della sua felicità legata al design.