Dionisio Gonzales è un giovane fotografo Spagnolo. Le sue foto, che potrebbero sembrare in realtà banali scorci di favelas brasiliane contengono, invece, altro. Perchè su queste grandi quinte di disordine spontaneo si stagliano le differenza della contemporaneità e non la retorica della povertà. Non sono file di baracche, ma collage di architetture di ogni tipo. Stranezze oniriche di una crescita che, in quanto sponanea, spontaneamente riproduce le contraddizioni del presente. Palazzi in stile western vicino abitazioni alla Carlo Rossi convivono, senza vergogna, con strani edifici ipermoderni, vetrati e scomposti come nella migliore tradizione decostruttivista di Gehry o Libeskind.E così, per magia, periferie note per povertà si rivelano nelle fotografie di Gonzalez luoghi molto più complessi, eterogenei, epifanici.
Un enorme sedimentarsi di differenze culturali produce un'altrettanto diversificata stratificazione architettonica: un paradiso per i nostri occhi e l'incubo di qualsiasi urbanista.