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... Si deve dare un giudizio corretto della pop art, non negativo. Bisogna farlo perché generalizzare è una forma di inquinamento mentale, riducendo tutto a etichetta. Perché pone problemi. Perché oggi un discorso sul mondo delle merci è più che mai attuale. Perchè i processi del consumo ci coinvolgono tutti. Perchè vale sempre la pena sottoporre a critica, fa bene alla testa. Perché ha aperto la strada a nuove tecniche e a nuovi modi di fare arte, ne ha cambiato i procedimenti. Perché riesce allo stesso tempo ad essere leggera. Perché il proposito della Pop art, a differenza di quello che si può pensare, non ha a che fare con una elite che esprime disdegno o ironia per il mondo dei prodotti, anzi ne riconosce il valore e cerca di dargli dignità. Perchè a distanza di quasi 50 anni si è sedimentata, si è fatta patrimonio comune. Perchè oggi è ovunque, dentro i musei e sulle riviste, nelle case e nel design. Perchè, attraverso lo straniamento, strappa il cielo di carta di un meccanismo troppo diffuso per essere oggettivizzato. Perché affonda le sue radici nel dadaismo e perché portava già in sé i semi di buona parte di quello che è venuto dopo. Perché ci parla di società della comunicazione, di spettacolo-informazione e di inquinamento semantico. Perché le sue vicende si intrecciano con quelle della geopolitica, aiuta a capire il mondo. Perchè le montagne di rifiuti di Napoli sono un monumento alla pop-art. Perché se ti fermi a riflettere un po', capisci che il "naturale" gesto del consumo comporta delle responsabilità. Perchè le parole sono importanti, popart non significa che deve piacere alle nonne, non ha niente a che fare con il termine "popolare" inteso come gusto delle classi subalterne, vuol dire solo che riguarda la produzione in serie. |
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... più che una critica negativa quella di Roberto mi sembra un'elogio alla Pop Art. Andy ringrazia |
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