eresia tecnologica

in Editoriali da Ignazio Lucenti lun 25/06/07
001svasi.jpg

Il mondo della tecnologia e in particolare quello dell'informatica ha rivoluzionato in modo indiscutibile il modo di pensare e di gestire un progetto.  Del resto si sà: gli strumenti non si fanno solo usare, ma usano, influenzano profondamente il modo di lavorare e di pensare di chi li adopera, dettano le  forme. Mentre però la maggior parte dei designers si accontenta di sfruttare i nuovi ritrovati della tecnica in modo ortodosso, come corretto supporto progettuale, è sempre bello vedere che c'è chi riesce a stupire operando uno scarto improvviso di fronte ad una nuova tecnologia, prendondola e prendendoci alla sprovvista attraverso il ricorso a procedimenti "sbagliati" o addirittura eretici. Come esemplificazione di queste piacevoli eccezioni che ogni tanto emergono nell'arte, nell'architettura o nel design, basta citare due casi: 0.01 second vases e design by scanner.

candle_holder_by_scanning.jpg

Il primo progetto consiste in una serie di vasi realizzati mediante prototipazione rapida. La cosa particolare è che questa serie nasce a sua volta da un altro processo di prototipazione rapida. Il designer Luka Stepan infatti, ha pensato bene di sfruttare un software di simulazione di fluidi per la realizzazione degli stampi allo scopo di congelare nel tempo, a intervalli di un decimo di secondo l'uno dall'altra, una serie di istantanee di vasi incompiuti, imperfetti, ma dai quali si riesce già a percepire il prodotto finale. Dei simulacri che tendono all'idea oggettiva senza poterci arrivare, ma già belli essi stessi, anzi forse per la loro fragilità (sia metaforica che materiale) ancora più belli dell'idea "perfetta" che li ha generati e che allo stesso tempo essi stanno generando. Un corto circuito. Un processo creativo circolare dunque, che come in un anello di Moebius nasce dalla prototipazione e finisce ancora una volta lì, solo che la seconda volta il risultato estetico è agli antipodi.


Il secondo progetto è "design by scanner" ad opera di Front Design. Gli scanner laser tridimensionali sono sempre più usati nel mondo della produzione industriale per accellerare i tempi del time to market, per passare dal modello fisico impreciso al modello cad matematico, pronto da mandare in pasto alle moderne macchine manufatturiere. Le Front design hanno invece usato la scansione 3D come un ideale rasoio di Occam, prendendo un candeliere barocco e sfruttando in chiave creativa gli errori e le imperfezioni che il processo di scansione porta naturalmente con sé. L'utilizzo della  tecnologia nel modo più grossolano possibile ha enfatizzato questi difetti ed ha prodotto un candeliere "levigato", privo delle decorazioni inutili (anacronistiche) che lo scanner non ha avuto tempo e "voglia" di registrare. Il risultato è un oggetto profondamente contemporaneo.


Luka Stepan

Front Design

 





Commenti (2)add comment

Cynical_edge said:

...
Si dice Ockham...

Comunque complimenti... tocchi argomenti sempre molto interessanti... =)
novembre 01, 2007 | url

Ignazio said:

...
hai ragione! smilies/smiley.gif
...e grazie per i complimenti
novembre 02, 2007

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