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... è un discorso anche condivisibile quello che fai...sotto certi punti di vista! sotto altri purtroppo può portare a spiacevoli conseguenze e perdere di vista il fine primo (a mio parere) del design: risolvere dei problemi (non crearli). una lampada che non illumina, dei fiammiferi double o dei vassoi con cui progettare un suicidio pensi davvero siano frutto di un così grande concetto? insomma...belle idee, tutte...ma cosa rimarrà fra 30 anni? questa è l'epoca dei frammenti, siamo d'accordo, ma questo non giustifica che ogni progettista che ce la fa sia autorizzato a fare cose stravaganti... alle volte potrebbero (dovrebbero) essere anche utili. poi comunque scrollati di dosso certi stereotipi: il proletario va da ikea, il manager ha la modella al suo fianco e ecc...ma ancora ste cose nel 2008??? da quello che scrivi sembri essere molto attento, non puoi trincerarti dietro certe cose... manca solo che pubblichiate una lista di proverbi e poi siamo a posto... le scarpe devono essere utili...non devono scrivere nulla sulla sabbia...apprezziamolo, ma è un'altra cosa, non è design... sono solo esercizi o ideuzze... guardiamole con lo stupore che meritano, ma non vediamoci una nuova strada da intraprendere. e poi che noia l'essere vincolati alla stessa frase fino a che non le buttiamo via...no??? |
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... penso inoltre (e ne sono sicuro) che se potessimo assistere alla fase in cui un progettista (sicuramente anche qualcuno di quelli che hai menzionato) crea le cose che tu vedi come assolute,( e giustamente, è una tua idea) beh...forse rimarremmo molto delusi: uno crede che dietro ci sia chissà quale concetto (imprescindibile dal progetto a mio parere) quando in realtà potrebbe (a volte "è" decisamente) frutto del nulla, del caso, di un software. credimi, rendersene conto con i propri occhi è quasi deprimente per chi prova a fare questo lavoro pieno di grandi speranze e grandi propositi. tuttavia crediamoci, forse è meglio. |
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