Il mondo della tecnologia e in particolare quello dell'informatica ha rivoluzionato in modo indiscutibile il modo di pensare e di gestire un progetto. Del resto si sà: gli strumenti non si fanno solo usare, ma usano, influenzano profondamente il modo di lavorare e di pensare di chi li adopera, dettano le forme. Mentre però la maggior parte dei designers si accontenta di sfruttare i nuovi ritrovati della tecnica in modo ortodosso, come corretto supporto progettuale, è sempre bello vedere che c'è chi riesce a stupire operando uno scarto improvviso di fronte ad una nuova tecnologia, prendondola e prendendoci alla sprovvista attraverso il ricorso a procedimenti "sbagliati" o addirittura eretici. Come esemplificazione di queste piacevoli eccezioni che ogni tanto emergono nell'arte, nell'architettura o nel design, basta citare due casi: 0.01 second vases e design by scanner.
Dopo quello che è successo domenica (17.06.2007) sono molte le testate di moda che hanno dedicato articoli allo stilista scomparso: quindi non è necessario tesserne ancora le lodi; parlare dell'ultima collezione uomo che stava portando a compimento; o farne una biografia seguendo le date salienti del suo percorso stilistico: sono informazioni già date.