
Su questo blog si è già parlato sia di
tavoli luminosi che di
tavoli intelligenti . Il progetto che voglio segnalare in questa occasione si inserisce a pieno titolo nella stessa categoria, o filone, o forse semplice moda progettuale. Si tratta di un tavolino-interfaccia per locali che, oltre a permettere di appoggiare bicchieri e piatti (come ogni altro tavolo tradizionale), contiene alcune caratteristiche multimediali (come ognuno dei tavoli che si vedono ultimamente) . In particolare questo "conceptual drawing table" rende possibile la creazione di segni colorati sulla sua superficie, semplicemente facendo scivolare gli oggetti che vi sono appoggiati sopra. Il risultato consiste in una serie di forme astratte che si collocano a metà strada tra le macchie dei test di Rorschach e l'estetica dei dipinti in stile action painting. Se il progetto in sé non brilla particolarmente per originalità, esso tuttavia rappresenta bene la tendenza attuale per cui, oggetti comuni che un tempo si limitavano a compiere con umiltà il loro lavoro, soffrono sempre più spesso di una smania di (stra)comunicazione. Come se la realtà, non abbastanza patinata, potesse essere resa migliore attraverso la semplice applicazione una video-patina.
Taeki Oh