
Quattro giorni fa a Palazzo Reale, a Milano, si è inaugurata una mostra dedicata al celebre designer-artista-architetto Milanese. Gio Ponti, non occorre scriverlo, è una delle figure chiave della storia del design italiano e forse del design tutto. Tra le cose che ha realizzato, tanto per dare l'idea: la famosissima sedia superleggera che è visibile in foto, il grattacielo Pirelli di Milano e la rivista Domus, che ha fondato e diretto praticamente fino alla morte. Egli ha operato in un'epoca in cui "dal cucchiaio alla città" non era solo un motto lontano ma una strada di lavoro possibile, e lui si è cimentato con successo e con grande rigore in entrambi gli estremi e nell'infinito numero di passaggi intermedi che le due scale comprendono (mobili, interni, scenografie teatrali, architetture). La mostra presenta 70 opere che ripercorrono la sua carriera dagli anni '20 agli anni '70. Tra le opere esposte: la Coppa Ovale "Donatella" del 1927, il "portaorologio" del 1929, l'Urna "la grottesca" del 1923, i piatti "le quattro stagioni" del 1927, l'elefantino del 1933, gli Smalti De Poli il "Toro" e il "Diavolo a 4 punte" del 1966 e 1956. Inoltre, le posate della "Krupp Italia" del 1955 e del 1951, le tovagliette all'americana e i tessuti della Manifattura Jsa, i disegni e le lettere personali scritte fra il 1967 e il 1973, il prezioso tessuto "Colombe e Leoni" del 1932 e le piastrelle D'Agostino del 1960. E ancora, la poltrona della Cassina per la nave Giulio Cesare del 1950, la poltrona "Dezza" del 1965, la sedia "superleggera" del 1957, la serie "Apta" su ruote del 1970 della arredamenti Ponti. Completano la mostra delle foto che raffigurano i suoi progetti architettonici più famosi e alcuni numeri storici della rivista Domus.
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Palazzo Reale