
Dilmos anche durante questo salone sembra mantenere una sorta di tenacia. Se lo guardi dall'alto, proprio inteso come sguardo sul design tutto, quel posto lì oramai è l'unico che emana una forza romantica. Almeno intesa come una certa sensbilità romantica e, massì, diciamo questa parola: evocativa. Ci sono tavoli un pò scavati, librerie cadenti, tavoli di neon, fiori, similfiori, alberi e colori. Il tutto senza mai finire nell'ipoteca del mieloso. Tavoli al cui interno come ossa trovi cocci di piatti e nidi di fili di rame come poltrone. E' tenacia, mentre fuori imperversa matrix: un matrix colorato e dolce, ma è pur sempre matrix.