
Qualcuno ha detto che ormai ci sono più sedie che culi. La collezione Cloning riprende e ribalta questo concetto, presentando una serie di oggetti da realizzare letteralmente su misura per il cliente. Ecco dunque sedie che riprendono la forma dell'impronta della suddetta parte anatomica, lampade che mimano il colore degli occhi, tappeti che clonano la distribuzione della peluria, specchi sagomati seguendo le forme del corpo, vasi che ci prendono le misure e così via.
Non c'è che dire, l'idea, così come anche la sua esecuzione formale è divertente, a patto di considerarla per quello che è, ovvero una via di mezzo tra sperimentazione, performance (non mi dite che sottoporre una persona a misurazioni antropometriche per fargli un pettine su misura non è una forma di performance) e provocazione. L'oggetto che si rapporta finalmente con l'essere umano fino al punto di aderirvi completamente, fino al punto di prenderlo a modello, bello, mi chiedo solo se un oggetto che si comporti in questo modo, rinunciando a qualunque forma di dialettica, in fondo non sia soltanto un po' ottuso.
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