
Non capita spesso che un artista scelga come mezzo d'espressione un carattere tipografico. Per il suo progetto
Alternumerics, Paul Chan ha preso alcuni font e li ha mutilati, dotati di protesi, in ogni caso stravolti. Il risultato è una macchina ribelle, dei caratteri capaci ancora di comunicare ma che non rispondono più alla volontà di chi scrive. L'artista inoltre rilascia gratuitamente i font realizzati in modo che l'uso si espanda in una specie di performance collettiva.