
Gilberto Kassabs , il sindaco di Sao Paolo (11 milioni di abitanti) ha deciso di pulire la città, pulirla dalla pubblicità. Qui da noi si pensa di pulirla da extracomunitari, panchine, birre a terra, carte e tutte le altre fissazioni da vecchietta media italica. Intere amministrazioni cittadine intellettualmente ed econocimante occupate a eliminare il caos dei giovani e degli extracomunitari in un eterno "tutti a nanna" o "non sporcare a terra". Sindaci come mamme isteriche. Qualcuno gli dica che le panchine non si tolgono (perchè altrimenti ci dormono gli extracomunitari!!), che le strade sono per le persone (non per le macchine), che le piazze non sono per i negozi ma per chiacchierare, che la sporcizia è lo smog non le carte a terra, e che in genere quello che chiamano disordine si chiama vita.
Gilberto Kassabs deve averlo capiro, e ha pensato che a sporcare fossero le affissioni, non le cartacce, e che il vero rumore non sono i ragazzi la sera,ma la comunicazione assordante dell'invadente e insopportabile marketing. E così ha preso, si è svegliato, ha rinunciato a uno dei maggiori introiti di un comune, e ha chiuso la faccenda: niente pubblicità. Da oggi, Sao Paolo, è un po' più città e un po' meno centro commerciale.